LETTERA APERTA AI COLLEGHI DELLA MIA CARA ANTENNA TRE

Leggo ormai da mesi le difficoltà in cui versa l’emittente televisiva nella quale sono nato professionalmente, Antenna Tre Nordest (all’epoca Antenna Tre Veneto), e lo faccio con apprensione per il futuro dei lavoratori, alcuni dei quali ho conosciuto e posso definire amici con i quali ho percorso un pezzo di strada, e ho condiviso una parte della mia gioventù, imparando una serie di fondamentali per questa professione, oltre ad avere imparato come si conduce un telegiornale.

Un legame così forte, anche se interrotto in un modo traumatico e che all’epoca mi fece male, che tuttavia mi rimane, dato che talvolta ancora in qualche sogno notturno il mio subconscio mi riporta ad Antenna Tre, in conduzione, in video.

Questa azienda nella sua crescita, nel passare dall’artigianato della notizia a qualcosa di maggiormente importante a livello regionale e non solo, a mio ricordo ha sempre pagato uno scotto per essere stata la prima, con una conflittualità piuttosto alta a livello sindacale, probabilmente anche con alcune tensioni interne tipiche di aziende non più piccole, dove il problema non si può più risolvere di fronte ad un bicchiere di vino, ma si ingigantisce all’aumentare delle dimensioni, e non solo.

Conosco benissimo, per esserci passato anni fa altrove, il problema dello stipendio non pagato quando le spese non attendono, e le situazioni poco piacevoli che derivano da questo, tanto al lavoro che nella vita privata.

Per questo mi sento particolarmente vicino ai colleghi alle prese con questa problematica, fino a pochi anni fa ovunque inattesa.

Quello che anni fa abbiamo creato, e che poi grazie al lavoro di tutti è diventato un punto fermo dell’informazione locale (a Treviso alle 19,30 il Tg di Antenna Tre era importante quanto il Tg1 delle 20) deve rimanere un caposaldo per i telespettatori. Ai colleghi posso dare solo il mio appoggio morale, mi sento però vicino, e non solo idealmente, poiché le situazioni delicate nel settore sono all’ordine del giorno, data la crisi e una serie di provvedimenti che si sono susseguiti negli ultimi anni.

Spero che per tutti le cose si risolvano al meglio. Io non riuscii a diventare giornalista professionista ad Antenna Tre, ma l’esperienza di lavoro che accumulai fu fondamentale per diventarlo anni dopo. Oggi le problematiche sono diverse, così come sono cambiate tante cose. Ma io A3 la sento ancora un po’ “mia”.

Davide Camera