ADDIO A RICCARDO PAZZAGLIA

Se ne vanno uno dopo l’altro, alla chetichella, lasciandoci tanto rimpianto. Qualcuno lo ricorderà quando, parlando del “brodo primordiale” faceva il verso agli intellettuali in televisione a “Quelli della notte”(Paolo Martini, noto critico televisivo, faceva anche il nome di Alberto Ronchey, ma forse la caricatura invece non era “ad personam”). Altri ricorderanno in FF.SS., altra pazzia arboriana, la parodia pubblicitaria de “Le facce di Fellini”. Ma sarebbe riduttivo ricordare solo per questo Riccardo Pazzaglia: scrittore, autore e conduttore radiofonico nei primi anni insieme con Corrado Martucci, in anni recenti addirittura in una insolita accoppiata con il giornalista sportivo Mario Giobbe. Ma Pazzaglia è stato anche e soprattutto autore di importanti canzoni, in particolare per e con Domenico Modugno. Una persona per bene, educata, un signore in qualche modo di altri tempi ma con una carica di ironia attualissima, lui, addirittura legato ai Borboni. Riccardo Pazzaglia ci ha lasciato a 80 anni, quasi in silenzio, quasi vergognandosi di fare rumore, quasi come aveva fatto poco tempo prima Guido Oddo. I gentiluomini hanno sempre paura di disturbare, anche quando – loro malgrado – tolgono il disturbo. Che poi disturbo non era. Tanto che oggi ci sentiamo tristi e con qualcosa in meno. Speriamo che la sua Napoli gli dedichi una via; credo che glielo debba. Addio, Riccardo.