INTERVISTA NUMERO 5:

FILIPPO CORSINI

Una delle voci più familiari del calcio alla radio: ogni domenica, a Radiouno, Filippo Corsini conduce lo storico programma Domenica Sport: collegamenti, interviste, commenti, telefonate degli ascoltatori ad autorevoli commentatori. All'interno del programma va in onda Tutto il calcio minuto per minuto, condotto da Alfredo Provenzali, voce storica del calcio alla radio. Corsini lo affianca occupandosi dei campi non collegati, e in caso di assenza, lo sostituisce. Io e Filippo ci siamo conosciuti nei primi anni Novanta, all'Agenzia Area: un'esperienza bella e importante per entrambi.

La prima domanda è una curiosità molto personale: che cosa hai provato la prima volta che hai sostituito Alfredo Provenzali nella conduzione di Tutto il calcio minuto per minuto?

R. ..grandissima emozione !! Il cuore andava a mille mentre tra me e me pensavo :   Porca miseria, forse non è vero..conduco la mia trasmissione preferita !!!!

La tua conduzione fissa di un programma storico come Domenica Sport ti ha fatto diventare una delle voci autorevoli del calcio alla radio; interagisci con firme importanti e ti destreggi bene nel gestire le interviste del dopopartita, dove il conduttore si trova a “fare l’afflusso” dei colleghi in esterna. Ma ci sei arrivato dopo un’ovvia e lunga gavetta, che per una piccola parte, ad Area, abbiamo anche condiviso. Quali sono i momenti della tua storia radiofonica che ricordi più volentieri?

R: i ricordi più piacevoli risalgono proprio ai tempi “pionieristici” di AREA . Per me sono stati anni importantissimi. Una vera e propria palestra. Ma anche in Rai ci sono stati momenti unici. Quando ad esempio conobbi Sandro Ciotti da vicino. A volte, prima di andare in trasmissione  facevamo lunghe chiacchierate. Sandro era un vulcano, con lui potevi parlare davvero di tutto.

Qualcuno rimprovera le “voci dello sport alla radio” di oggi di essere più anonime e meno riconoscibili di quelle di una volta. A parte che questo secondo me non è del tutto vero (sfido chiunque a non riconoscere per esempio Riccardo Cucchi, o Emanuele Dotto, o anche te stesso), credo che tutto si debba ricondurre al calcio di oggi, completamente diverso e meno “epico” di quello di allora. Peraltro penso che un Carosio oggi farebbe molta fatica a lavorare alla radio; non credi?

R. La ragione credo sia molto semplice. Una volta c’era solo Radio Rai. Oggi la concorrenza è aumentata a dismisura. Tante radio private e tantissimi radiocronisti di valore. A volte anche più bravi.

Ancora sul calcio di oggi, tutto anticipi e posticipi, con Sua Maestà la Televisione che fa e disfa, e ciò nonostante con società prestigiose sull’orlo del fallimento, scandali doping veri o presunti, polemiche arbitrali acuite dall’imponente presenza delle telecamere. Che cosa ci è rimasto, del calcio romantico? Solo “Minuto per minuto”?

R. In effetti minuto per minuto è uno degli ultimi baluardi del calcio che fu. Il fatto di rimpiangere così tanto il passato è davvero un brutto segno e credo che  non sia dovuto esclusivamente alla semplice nostalgia legata alla nostra infanzia. 

Hai lavorato con Ciotti e Martellini (il grande Nando è stato anche una “firma” di Rds e quindi anch’io ho avuto la fortuna di conoscerlo), lavori ogni domenica al fianco di Alfredo Provenzali, hai iniziato la tua esperienza in Rai con Massimo De Luca; che cosa ti hanno dato, o ti danno, questi grandi professionisti?

R. In estrema sintesi: De Luca grande professionalità, il mio vero maestro. Martellini l’umiltà e la signorilità fatta persona. Ciotti grande competenza. Provenzali esempio da seguire.

Tu fai poche radiocronache, perché il tuo impegno in genere è legato, oltre che a Domenica Sport e a Radio Anch’io Sport, al desk mattutino al Giornale Radio. Ti manca la radiocronaca o va bene così?

R. Mi manca da morire perché senza radiocronache ci si arrugginisce. Soltanto la costanza ti permette di migliorare nella tecnica. 

L’esperienza nelle prime radio private è secondo me il valore aggiunto della nostra generazione di giornalisti radiofonici, così come per i “grandi” il valore aggiunto era la mitica Redazione Radiocronache della Rai. Ma se un ragazzo ti dicesse “Io voglio fare il radiocronista” tu, oggi, che cosa gli consigli?

R. Di fare tanta gavetta perché solo in questo modo puoi imparare e capire fino a che punto ami questo mestiere. 

Non trovi che negli ultimi tempi molti telecronisti somiglino un po’troppo ai radiocronisti? Cioè raccontano tutto, dimenticandosi che i telespettatori vedono la partita?

R. E’ verissimo. Sembra quasi una gara per dimostrare all’ascoltatore la propria  competenza

Che cosa fa Filippo Corsini nel suo tempo libero o quando non è comunque al lavoro?

R. Sto con i miei 3 !!! figli

Per chiudere, sono io che ti chiedo ora di farmi una domanda.

R. Come stai? Raccontami di te.

Naturalmente ti rispondo in privato. Qui posso dirti che le cose vanno abbastanza bene e che tra non molto ci saranno novità.

 

Grazie a Filippo Corsini.

 

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