INTERVISTA NUMERO 16:
FABRIZIO CASINELLI
Fabrizio, che conosco da tanti anni, fa un lavoro molto impegnativo, perché è all'ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri: in pratica, deve soddisfare le esigenze dei colleghi delle varie testate, famelici di notizie da Palazzo Chigi. Ma Fabrizio Casinelli è anche un "malato di radio", come me: uno che questa passione ce l'ha davvero da quando ha il lume della ragione. Del resto, lo racconta anche lui in questa chiacchierata. Sia a Rds che a Radio 101 abbiamo condiviso una parte del nostro cammino professionale, anche se ovviamente ad un certo punto la sua attività principale è diventata totalizzante. Pronti con le domande!
Per cominciare, vuoi spiegare a chi non lo sa che cosa significa lavorare in un ufficio stampa di un’alta istituzione?
E’ una esperienza unica, difficile da dimenticare, ma faticosissima. Sei sempre operativo. Una sorta di uomo meccanico in servizio h24 per 365 giorni.
Giornalisti che lavorano per i giornalisti; in questi anni a Palazzo Chigi, qual è stata la richiesta più strana, se ce n’è stata una, arrivata da qualche collega?
Una rivista specializzata voleva sapere dove comprava e soprattutto di che marca fossero gli indumenti intimi del Presidente del Consiglio.
La radio è sempre stata per te un grande amore, viscerale. Anche tu, nella zona del frusinate, hai vissuto, come me in Veneto, i primi vagiti delle radio libere. In queste pagine ho spesso ripercorso quel clima romantico, che ci accomuna un po’tutti. Vorrei un tuo ricordo di quel clima e anche di quello che facevi alla radio.
In radio ho fatto veramente tutto, anche le pulizie. A metà degli 80 ho iniziato, così per gioco. Poi mi sono accorto che quella poteva diventare la mia occupazione. Così sono andato avanti. E’ stato durissimo, anche perché noi siamo stati dei veri e propri pionieri dell’etere. La prima radio, che tra le altre cose era al 50% mia, si chiamava RADIO IDEA STEREO. Avevamo grandi progetti, volevamo diventare i numeri uno. Invece lottavamo con l’Escopost, la Sip, l’Enel e la proprietaria dell’immobile. Per non parlare dei dischi. La nostra salvezza erano i 45 giri: mitici. Se non potevi permetterti tutto il 33 giri, almeno potevi contare sul pezzo di successo. Erano gli anni di “ mi registreresti una cassetta?”
A te voglio fare una domanda che agli altri che ti hanno preceduto non ho mai fatto, e che credo ti piacerà. Metti di avere a disposizione una radio completamente tua, diciamo una radio locale. Quale sarebbe il tuo palinsesto?
All radio news. Una talk radio. Oggi la gente vuole sentire non solo musica, ma qualcuno che dall’altra parte racconti qualcosa di sensato. I Dj,era ora, hanno rotto.
Se in questi anni non ti fossi occupato di comunicazione, che cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Forse sarei un cassiere in banca o avrei aperto una mia attività: un wine bar, per esempio.
Quali sono i tuoi hobby, i tuoi interessi al di fuori di una professione che sicuramente ti porta via molto tempo della tua giornata?
Mia figlia. Lei è tutto. Quando ho un minuto lo passo con lei. Adesso ha 2 anni e partecipare ai suoi progressi è qualcosa di fantastico.
Ed è bello anche vederla nella fotografia, Parliamo di musica, dato che la nostra generazione ha avuto la fortuna di masticarne di bella, Beatles, Rolling Stones, poi anni Settanta e prima metà degli Ottanta, ora devo dire che comincia ad esserci qualche bel segnale di ripresa nella creatività di chi fa musica. Che musica ascolti, e quale in assoluto – e di ogni tempo – preferisci?
Sono cresciuto a pane e DOORS. Oggi ho riscoperto i cantautori italiani. Amo Pino Daniele, Vasco Rossi, Antonacci. La mattina mentre vado in ufficio ascolto tutta la dance datata…70/80..Mi da una carica.
C’è qualcosa che ti manca, tra le esperienze della vita che hai fatto o che vorresti fare, e perché?
Ho sempre pensato che la vita vada vissuta intensamente. Provare tutto, chiaramente restando nel lecito e nel normale.
L’ultima domanda, come sempre, è dell’intervistato. Tu la devi fare a me…
Hai preparato dei nuovi blob radiofonici? Quando li metti in rete?
Caro Fabrizio, qui hai svelato un'altra mia peculiarità che nell'ambiente tutti conoscono, ma all'esterno finora nessuno...Scherzi a parte, qualcosa ho combinato, ma non so se lo metterò on-line...eh eh eh! E comunque, cliccando cliccando, lo si scoprirà un po'per volta!
Grazie a Fabrizio Casinelli e "mi consenta di augurarle un buon lavoro!"...anzi, buon ascolto della nostra cara, vecchia musica.