INTERVISTA NUMERO 12:
MARIA ELENA CAPORALETTI

Potrei dire molte cose – naturalmente positive - di Maria Elena Caporaletti, direttore della comunicazione di Siemens Italia. Ci conoscemmo un po’di tempo fa – quanto preferisco non dirlo - a Novaradio, quando Maurizio Carlotti varò il progetto Radiosette, cioè una rete radiofonica regionale che, a pensarci oggi, raccoglieva davvero un bel gruppo di persone, in fondo è stata una volontaria o involontaria “rampa di lancio” per i nostri rispettivi obiettivi. Anche Maria Elena era molto giovane ma ben determinata, come poi le vicende della vita hanno dimostrato. Quando penso ai miei amici più cari, non posso non pensare a lei; e quindi (spero che un giorno me lo perdoni) anche a coinvolgerla in questo mio “gioco serio” delle interviste.
Maria Elena, che cosa significa dirigere, o se preferisci gestire la comunicazione di un importante gruppo aziendale?
Preferisco sicuramente gestire la comunicazione…a dirigere il gruppo Siemens per fortuna del gruppo (e mia) ci pensa qualcun altro! A parte ciò, è un lavoro impegnativo e complesso: Siemens opera in 7 aree di business ed è una multinazionale presente in 190 paesi! Insomma non ci si annoia: c’è bisogno di visione strategica, di capacità relazionale e organizzativa e…..di ottimi collaboratori!
Oggi sei una dirigente credo tra i più importanti ed ambiti in Italia; ci sei arrivata attraverso un percorso lungo, difficile, una gavetta che ti ha portato anche negli Stati Uniti. Quali sono le tappe di questo percorso che ami ricordare di più?
Grazie per i troppi complimenti! (Sto arrossendo …). Sono stati tutti passi importanti, anche se per aspetti diversi, ma l’esperienza che tengo davvero nel cuore è la start up dell’operatore telefonico Infostrada dove sono stata Direttore Comunicazione dal lancio e poi per tre anni successivi. Lanciare una società sul mercato è un’esperienza unica! Tutto è condiviso nel gruppo dirigenziale: si lavora (moltissimo fino a notte fonda) sempre insieme, si mangia insieme, si soffre e si gioisce insieme. Errori e successi sono di tutti. E’ una esperienza totalizzante.
La tua adolescenza e prima gioventù è stata soprattutto veneziana, mentre la seconda parte della tua vita è milanese. Dove ti piace collocarti e definirti geograficamente?
A Venezia, ovviamente.
Noi siamo amici da anni, pur non potendoci frequentare molto. Un’amicizia nata soprattutto per la nostra comune passione radiofonica che ci fece conoscere… lasciamo perdere quanto tempo fa. Io poi ho continuato, probabilmente già allora per me non era un hobby. Ricordo i tuoi gusti musicali molto raffinati, nella tua discoteca personale avevi Laura Nyro, Bell and James, Al Jarreau… oggi che musica ascolti, e alla radio che tipo di programmi preferisci sentire?
Non ho più così tanto tempo per ascoltare la musica, purtroppo! Mentre sono in auto o a casa prima di andare in ufficio o tornando le mie stazioni preferite sono 105 Classic che trasmette solo musica anni 70 e 80 (sono una nostalgica!) e Radio Montecarlo e ho ancora i dischi che avevo allora!
Quando l’anno scorso è uscita Sunrise dei Duran Duran, un attimo dopo averla sentita per la prima volta, mi sono fermato e ho pensato: non è possibile, sono passati più di vent’anni dal loro primo disco! Che rapporto hai con il tempo che passa? Ti chiedo una riflessione non legata esclusivamente alla musica; noi siamo della stessa generazione, e abbiamo visto passare miti o situazioni che sembravano indelebili e incrollabili.
Tu sei decisamente più giovane! Ma grazie per avermi incluso nella tua generazione. Allora sembrava di averne sempre tanto di tempo e, a volte, la sensazione era che non passasse mai….Oggi passa velocissimo e ne ho sempre meno a disposizione. Mi lamento, mi arrabbio, come tutti. Ma poi penso ad alcuni piccoli lussi che “l’età” mi consente e allora, tutto sommato, il tempo che passa non è poi un male terribile.
“Decisamente più giovane” sono parole grosse, si è ribellata perfino la mia carta d’identità, comunque stavolta sono io a ringraziarti… Una cosa che apprezzo molto di te è che hai cercato di gestire al meglio la tua vita privata nonostante un lavoro decisamente impegnativo e totalizzante, che in fondo diventa esso stesso vita privata. Come si riesce a ritagliarsi scampoli per se stessi, e come poi questi scampoli si possono anche allargare?
Terribile domanda! E’ come chiedermi di fare un bilancio della mia vita…..no grazie! Ripassa tra una ventina d’anni, ho ancora troppe cose da fare…..
Se vuoi ripasso ancora più tardi, quaranta o cinquant’anni potrebbero forse andar bene… Passiamo ad altro. Per motivi professionali, fu grazie a te che conobbi Giannantonio Paladini, per gli amici Nane, figura importantissima della cultura e della vita politica veneziana, purtroppo scomparso qualche tempo fa. Mi piacerebbe che tu lo ricordassi qui.
Di male in peggio! Conobbi Nane il mio primo giorno di Università a Venezia. E’ stato un insegnante, di storia e di vita, una guida, un esempio, una fonte di idee e ispirazione, una voce da ascoltare, sempre, ma soprattutto fu un compagno ed un amico prezioso. Da lui imparai l’ironia e la capacità di non prendersi mai troppo sul serio. Imparai a leggere tra le righe dei libri e della vita e a godere di ciò che tra di esse vi era nascosto. Imparai a seguire le passioni, a non fermarmi davanti agli ostacoli, a pagare per ciò in cui credo e ho creduto, a camminare a testa alta, con orgoglio, sempre. Concludo con una frase che mi dedicò regalandomi un libro: “Conosco amori durati una vita e più, so di un amore durato un giorno ma vero amore fu”. Questo era…. è Nane per me.
Nei tuoi confronti io ho sempre nutrito stima, affetto ed amicizia. Posso dirlo a maggior ragione oggi, molto distante dall’infatuazione giovanile che - lo dico tranquillamente - ebbi quando ci conoscemmo, e che comunque ebbi solo io… Dunque, stima, affetto ed amicizia che sono rimasti. Tanto che ti considero un’amica importante anche se, come dicevo in precedenza, non c’è stata la possibilità di frequentarsi molto negli anni. Vorrei una tua riflessione sull’amicizia, che io considero un sentimento molto nobile da riservare a pochi.
Continui a farmi arrossire….L’amicizia per me è totale e incondizionata. La riservo a pochissimi buoni intenditori.
C’è qualcosa che avresti voluto fare nella vita, o che magari vorresti fare avendo una seconda vita?
Una vita è già molto! No, non direi…rifarei tutto ciò che ho fatto, compreso le cazzate…anzi, soprattutto quelle!
Per chiudere, sono io ora che chiedo a te di farmi una domanda.
Ma come ti è venuto in mente?????? Un’intervista?Un blog!? Roba da pazzi!
Non un blog, cara Maria Elena, per dirla alla Mughini io i blog li “aborro”, o più seriamente non mi appartengono, non sono nelle mie corde; piuttosto questo sito è un luogo che considero la mia casa on line, e che è qualcosa secondo me di molto, molto diverso, navigandoci dentro uno se ne accorge da solo. Quanto al fatto che sia roba da pazzi… beh, forse hai ragione, un po’pazzo lo sono sempre stato, altrimenti forse la radio non l’avrei fatta… e probabilmente molte molte altre cose. Ti ringrazio: primo, per avermi risposto; secondo, per averlo fatto con la schiettezza e la sincerità degli amici. Altro non aggiungo, onde evitare insulti da parte tua… scherzo… ma sento fischiarmi le orecchie… che significhi qualcosa?