SOPRAVVIVERA’ RADIO CAPODISTRIA?

Editoriale

 

No, proprio non posso stare zitto su una cosa del genere. Radio Capodistria, che ha da poco compiuto 56 anni, rischia un pesante ridimensionamento in quello che è il suo piatto forte e storico, cioè il programma in lingua italiana. Che cosa sta succedendo in Slovenia? Il nuovo governo (cambio di maggioranza rispetto alla precedente, ma si tratta di vicende interne sulle quali ovviamente non entriamo) sta predisponendo un piano di ristrutturazione della Radiotelevisione di Stato con sede a Lubiana, da cui Radio e Tv Capodistria dipendono, tra l’altro con l’eliminazione delle figure dei redattori responsabili dei vari programmi regionali e un possibile ridimensionamento degli organici. Va considerato, e non è una circostanza estranea alla situazione attuale, che il direttore generale uscente della radiotelevisione slovena non è stato confermato dal Parlamento. È chiaro che, al di là delle dichiarazioni di facciata, a rischiare è con questa riforma soprattutto il programma italiano, in passato già pesantemente nel mirino della sede centrale, nonostante sia quello che in assoluto funziona meglio, anche grazie agli ascolti oltre confine.

Dopo una iniziale apatia, forse paragonabile ad un ko appena subito ad opera di Mike Tyson, sembra che ci sia un risveglio sia all’interno di Radio Capodistria, sia nell’Unione Italiana, la rappresentanza politica della minoranza di lingua italiana in Slovenia.

Ma, a mio modesto avviso, per cercare veramente di salvare una radio importantissima sotto molti aspetti, questo non basta: occorre una mano sia dall’Italia, da sempre un bacino storico importante nell’ascolto di Radio Capodistria ma anche nell'acquisizione dei collaboratori dell'emittente, sia da Bruxelles essendo da poco la Slovenia all’interno dell’Unione Europea, che si fa da sempre paladina della tutela delle minoranze.

Radio Capodistria ha reso meno confine quello tra Italia e – all’epoca – Jugoslavia in momenti storicamente molto difficili. Bastava ascoltare Musica per voi, o le trasmissioni comiche di Luciano Minghetti (friulano, quindi italiano), e Trieste e Capodistria, Gorizia e Nova Gorica si guardavano un po’meno in cagnesco. Oppure viaggiare con l’autoradio lungo la riviera romagnola ascoltando il liscio di Casadei e Borghesi trasmesso… dalla Rai? Macché: da Radio Capodistria.

Sarebbe molto triste un ridimensionamento di questo canale, magari riducendolo a poche ore di programmazione giornaliera; penso che sarebbe un altro pezzo della nostra vita che se ne va. E tutto - ironia della sorte - solo per una questione politica interna alla Slovenia. Speriamo di no.

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