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Grazie
a Paolo Lunghi, sono diventato personaggio di un bel libro, un
racconto degli anni belli delle prime radio libere, che come molti
altri ragazzi degli anni Settanta e Ottanta, ho avuto il privilegio
di vivere.
Desidero
ringraziare Paolo, che sta cercando di raccontare alle generazioni
che non l'hanno vissuto, un clima importante, di creatività,
di voglia di fare ed anche di divertirsi lecitamente. Quello che
siamo oggi discende anche da quello che facevamo o volevamo fare
allora, qualsiasi cosa oggi noi facciamo, chi è rimasto nel
settore come me ma in maniera professionale, ma anche chi si occupa
di tutt'altro. Vi consiglio di leggere questo libro, sia la parte
narrata, con altri personaggi veri all'interno, come ad esempio
Tonino Luppino, sia quella dedicata alle testimonianze, dove spiccano
quelle di Carlo Conti, Marco Masini, Marco Baldini, Dario Ballantini,
Marco Liorni e - in inglese - quelle di Tana De Zulueta, Ronnie Jones
e Leee John, che per chi non lo sapesse era il leader del trio degli
Imagination, quello di "Just an illusion" e "So good
so right".
Paolo
prosegue nel suo filone dei "quattro amici al bar", e il
suo Cesare Romano racconta un pezzetto di tutti noi che c'eravamo.
Oltre ad incontrarci fisicamente nella storia, cosa che rende un po'
"schizofrenici", come tutti gli artisti, e nella radio, in
quegli anni, di artisti ce n'erano tanti...
Davide Camera
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